Mettiamo subito una cosa sul tavolo. Possibilmente accanto al caffè, perché su un tavolo vuoto le verità pesano il doppio.
Questo libro non cura le dipendenze.
Non diagnostica nessuno. Non convince nessuno a smettere. Non trasforma un marito, una moglie, un figlio, un genitore o un fratello in una versione improvvisamente ragionevole di se stesso, di quelle che si svegliano la mattina, spalancano la finestra, respirano a fondo e annunciano: «Sai che c’è? Da oggi cambio tutto».
Magari.
Se sapessi farlo in poche decine di pagine, non starei scrivendo un libro. Starei gestendo un piccolo santuario in collina, con parcheggio a pagamento, bancarella di souvenir e lista d’attesa fino al 2031.¹
Questo libro parla di un’altra persona.
Parla di chi vive accanto al problema. Di chi, per tenere insieme giornate, famiglia, lavoro, bollette e una quantità variabile di salute mentale, ha imparato a osservare, prevedere, assorbire, anticipare e adattarsi. Cinque verbi che non compaiono mai negli annunci di lavoro, anche se chi li pratica da anni potrebbe tranquillamente candidarsi alla guida della Protezione Civile di un capoluogo di provincia.
A volte lo fa per prudenza. A volte perché non può fare diversamente. A volte perché lo fa da così tanto tempo che non si accorge nemmeno più di farlo, come si smette di sentire il ronzio del frigorifero.
Ed è proprio quest’ultima parte che ci interessa. Il ronzio.
Non parleremo di come cambiare l’altro. Su quello esistono biblioteche intere, e tutte, prima o poi, sbattono contro lo stesso dettaglio tecnico: l’altro non ha letto la biblioteca.
Parleremo di come, a forza di regolare te stesso sulla reazione dell’altro, potresti aver ridotto poco alla volta lo spazio in cui puoi essere semplicemente tu. Non con un gesto eroico. Qualche centimetro al giorno. Come una tapparella che scende piano piano, finché un pomeriggio ti accorgi che stai leggendo al buio.
Non è un’accusa. Non è una diagnosi. È un’ipotesi da verificare guardando i fatti, con la stessa calma con cui si controlla una bolletta del gas: senza gridare subito alla truffa, ma leggendo bene tutte le voci.
Una cosa seria, senza battute
Se nella tua situazione ci sono violenza, minacce, minori esposti, pericolo concreto o condizioni sanitarie urgenti, questo libro non basta. E non deve bastare. In quei casi servono protezione, professionisti qualificati e i servizi competenti. Adesso, non dopo aver finito il capitolo.
Qui facciamo una cosa più piccola. Ma non inutile.
Cerchiamo di capire dove finisce la prudenza e dove comincia l’abitudine a sparire.
Alla fine non avrai sette tecniche, dodici regole, quattro mantra e una frase motivazionale da incorniciare in cucina, accanto al calendario della farmacia. Avrai una mappa. Una sola. Disegnata da te, su un foglio qualunque. Possibilmente non sul retro di una bolletta, per ragioni simboliche.
E forse, guardandola, vedrai con più chiarezza chi sei quando non devi prima chiederti:
«E lui come la prenderà?»
O lei. O chiunque sia diventato, negli anni, il tuo servizio meteorologico personale.


Recensioni